Fiabe Abruzzesi

Fiabe Abruzzesi – Il segreto dei racconti dimenticati

L’AQUILA – giovedì 5 dicembre 2019. Fiabe Abruzzesi.

Presso l’Auditorium del Parco L’Aquila (Renzo Piano) ore 18:00.

Il segreto dei racconti dimenticati


Le fiabe sono narrazioni di origine popolare, che si basano prevalentemente su una serie di vicissitudini. Eventi collegati, il più delle volte, a personaggi di fantasia.

Lo scopo delle fiabe però, è quello tramite sottintesi, di formare in maniera delicata la crescita del bambino. Uno sviluppo morale ed educativo, spiegato nei racconti. Che si esprime, maggiormente, con vicende semplici ed allegoriche, ed una morale di fondo.

Così, il 5 dicembre presso l’Auditorium del Parco l’Aquila Renzo Piano, sarà presentato l’evento dedicato alle Fiabe Abruzzesi.

Grazie all’Associazione Multietnica Gentium; in partenariato con l’Associazione I Solisti Aquilani e l’Esprit Film. E poi la collaborazione della cattedra di Scenotecnica dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e del BrucaLab, sarà presentato:

 

“FIABE ABRUZZESI. Il segreto dei racconti dimenticati”.

Uno spettacolo con voci recitanti, video e musiche dal vivo.

 Il progetto, è sostenuto dal Comune dell’Aquila, grazie al Programma Restart, sviluppo delle potenzialità culturali.  Ai sensi della delibera CIPE 10 agosto 2016, n. 49.

La rappresentazione, vedrà coinvolti giovani talentuosi, che hanno frequentato il laboratorio di Teatro; diretto da Cecilia Cruciani e Fabrizio Pompei. E il laboratorio di Audiovisivo diretto da Giuseppe Tandoi.

Fiabe Abruzzesi: valorizzare la nostra cultura

L’idea si orienta principalmente sulla valorizzazione della cultura popolare. Nella fattispecie le fiabe abruzzesi.

Storie, simili alle narrazioni classiche più diffuse. Che però non hanno nulla da invidiare alle stesse.

L’ispirazione è tratta invece, dalla nostra rigogliosa terra. Dai cieli, dai Pascoli e dalla Natura. Vissuti come echi di un’armonia perfetta tra coscienza e mente.

Strutture arcaiche, che si legano ad una più famosa Cappuccetto Rosso; o a una classica Biancaneve, ma Abruzzese.  Oppure al mito di Ulisse che incontrò Il Ciclope.

Immagine vintage di Cappuccetto Rosso

Le fiabe, assumono una connotazione autentica; dove non sono più storielle raccontate per attirare l’attenzione dei più piccoli. Ma racconti di grande saggezza e spessore, per parlare alle coscienze dei bambini.

Il mistero , l’inganno e la magia; ed ancora il loro linguaggio fatto di metafore e simboli che raggiungono l’inconscio dei piccoli. Aiutandoli a vivere serenamente con il loro vivace mondo interiore .

L’obiettivo principale dello spettacolo è di trasmettere, oltre alla particolarità delle fiabe abruzzesi, il segreto della loro scomparsa.

Ma soprattutto del perché siano state bypassate nel tempo, da altre fiabe che ne hanno inevitabilmente causato il loro eclissarsi.

Eppure, nonostante il tempo, c’è chi non ha dimenticato questi capolavori che sono oggi i protagonisti della scena aquilana, presentata come un libro sonoro.

Narrazioni che anche grandi studiosi come Finamore, Ciampoli e De Nino hanno recuperato dalla cultura folcloristica; ed hanno suscitato l’interesse anche di Italo Calvino. Autore indimenticabile, che ne ha trascritto il contenuto nel libro Fiabe Italiane.

Italo Calvino

Ma per quale ragione sono scomparse? È proprio questo cui ambisce lo spettacolo. La curiosità, la scoperta, il fulcro custodito nel cuore della fiaba stessa, che ne produrrà anche le risposte.

I due personaggi principali dell’opera, vogliono accompagnare lo spettatore con occhi nuovi a conoscerne le ragioni.

LA FANTASIOSA E IL DUBBIOSO

Sono  loro i personaggi essenziali della recita. Una è romantica, sognatrice e sostiene nella validità del racconto delle fiabe. Lasciandone dedurre anche la loro autenticità.

L’altro è lo spirito pragmatico, realista; che le vorrebbe abolire, non riconoscendone di contro, nessun contributo.

I protagonisti sono, in antitesi tra loro. Come l’immaginazione che si scontra con la coerenza.

In aggiunta, la “personificazione” di questo libro sonoro, immergerà il pubblico nell’ascolto delle fiabe. Poi, a fare da corolla ci saranno le musiche e le immagini; orchi, matrigne cattive e giganti con il volto che immaginavano i nostri antenati.

Tuttavia, per ulteriori informazioni suggeriamo la pagina Facebook dell’Evento.

 

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Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio

Stefania, nasce nel lontano 1978. Da sempre è una persona poliedrica, che nella sua vita si è occupata di diverse cose. E’ riuscita a coltivare più hobby contemporaneamente. Uno di questi, ad esempio è la passione per i fumetti che, tra l’altro, l'hanno introdotta al mondo dell'arte e della pittura, lasciandole privilegiare il settore umanistico. Tra questi, spicca la passione per la scrittura e per la poesia, iniziata già in tenera età, tra racconti vari e piccole citazioni che accumulava su pagine e pagine di quaderni, anche quando era poco più che bambina. Dinamica come una valchiria, ha da sempre capacità da Leadership, per la sua intraprendenza e la formazione lavorativa che già in passato l’ha vista amministratore di un’azienda. Quindi, oltre a essere eclettica ha da sempre reso duplice la sua personalità che è caratterizzata da una sensibilità innata, tipica degli artisti e, “diciamo” degli scrittori; ma al tempo stesso, di quel lucido raziocinio che, se vogliamo, converte anche in quel cinismo che caratterizza le persone calcolatrici. Da sempre è appassionata di lettura e di letteratura, che fanno emergere in lei l’interesse più profondo verso piccoli racconti, a volte macabri o dell'orrore, svelando una vena giallista che sfocia in un’ironia quasi contemplativa. Altre volte, con tematiche più attuali, o più intimistiche che hanno fatto subire a questi suoi interessi, un'evoluzione che l'hanno portata a scrivere, attualmente, anche di tecnologia, scienza, medicina e, nello specifico anche di cucina (essendo appassionata). Il connubio fra l’esperienza e, un congenito fattore pragmatico, sono l’essenza stessa della sua realtà, un’apoteosi incontrovertibile. Per la biografia si ringrazia M.M.