Transumanza in teatro

Transumanza in teatro: “la stanza del pastore” Edoardo Oliva

Transumanza in teatro:

A Pescara va in scena “la stanza del pastore” opera teatrale diretta e interpretata da Edoardo Oliva.

Domenica 19 Gennaio al Teatro Cordova – ore 18.30.

Transumanza in Teatro, la tradizione sotto i riflettori

PESCARA – 9 gennaio 2020. Protagonista dell’opera: LA TRANSUMANZA. Uno spettacolo anche musicale, il cui testo è di Vincenzo Mambella e le musiche di Giuliano Di Giuseppe. Ispirato alla pastorizia, alle montagne abruzzesi, e alla rete dei tratturi, la composizione teatrale si veste di storia.

La transumanza, è la pratica pastorale di migrazione del bestiame. Fonte anche di tradizione, cultura; compreso ambiente ed economia. La stessa diventa anche Patrimonio Culturale Unesco, ottenendo un riconoscimento internazionale, come patrimonio dell’umanità.

Rappresenta oltretutto, l’aspetto rurale e agroalimentare non solo Abruzzese, ma anche di altre regioni e Nazioni.

Austria, Grecia, Turchia e Belgio sono riconosciute come stati in cui la transumanza è ancora viva.

In Italia, dall’Irpinia alla Puglia, attraversando anche Abruzzo, Molise, Lazio e Campania, questa tradizione è protagonista di luoghi incontaminati; simbolo, ancora oggi, di rigogliosa storia e di valorizzazione del costume.

Transumanza: patrimonio Unesco

La Transumanza in teatro dunque, con tutte le sue sfaccettature, diventa l’opera “la stanza del pastore”.

Uno spettacolo anche musicale, che si concentra sulla nostra regione; sulla pastorizia transumante che non è solo un racconto, ma una rievocazione della storia e dell’aspetto economico-culturale che da secoli accompagnano il rito.

Oltre allo spettacolo, un video che comprende un documento a cura di Francesco Calandra e Maria Grazia Liguori. Gli autori, vogliono ripercorrere tutte le categorie che si concentrano nel fulcro della transumanza.

Toccando diversi aspetti evidenziano come, solo in italia, ci sono ancora 60 Mila allevamenti che constano di un patrimonio di 7 Milioni di ovini.

Il documentario rileva, oltretutto, come ancora oggi, i pastori hanno una profonda conoscenza dell’ambiente; questa non è solo fonte di studio, ma frutto soprattutto di una grande esperienza che da sempre regola gli equilibri uomo-natura.

Inoltre, si vuole ricordare la singolare figura storica del pastore-poeta abruzzese Francesco Giuliani. La produzione è del Teatro Immediato e della Fondazione Aria.

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Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio

Stefania, nasce nel lontano 1978. Da sempre è una persona poliedrica, che nella sua vita si è occupata di diverse cose. E’ riuscita a coltivare più hobby contemporaneamente. Uno di questi, ad esempio è la passione per i fumetti che, tra l’altro, l'hanno introdotta al mondo dell'arte e della pittura, lasciandole privilegiare il settore umanistico. Tra questi, spicca la passione per la scrittura e per la poesia, iniziata già in tenera età, tra racconti vari e piccole citazioni che accumulava su pagine e pagine di quaderni, anche quando era poco più che bambina. Dinamica come una valchiria, ha da sempre capacità da Leadership, per la sua intraprendenza e la formazione lavorativa che già in passato l’ha vista amministratore di un’azienda. Quindi, oltre a essere eclettica ha da sempre reso duplice la sua personalità che è caratterizzata da una sensibilità innata, tipica degli artisti e, “diciamo” degli scrittori; ma al tempo stesso, di quel lucido raziocinio che, se vogliamo, converte anche in quel cinismo che caratterizza le persone calcolatrici. Da sempre è appassionata di lettura e di letteratura, che fanno emergere in lei l’interesse più profondo verso piccoli racconti, a volte macabri o dell'orrore, svelando una vena giallista che sfocia in un’ironia quasi contemplativa. Altre volte, con tematiche più attuali, o più intimistiche che hanno fatto subire a questi suoi interessi, un'evoluzione che l'hanno portata a scrivere, attualmente, anche di tecnologia, scienza, medicina e, nello specifico anche di cucina (essendo appassionata). Il connubio fra l’esperienza e, un congenito fattore pragmatico, sono l’essenza stessa della sua realtà, un’apoteosi incontrovertibile. Per la biografia si ringrazia M.M.