Isola del Gran Sasso

Isola del Gran Sasso all’ombra del monte caro agli dei

L’alta valle del Vomano curva dopo curva appare e scompare. Spesso più che vederla la si intuisce da quel vuoto che l’assenza di montagne lascia nel cielo. Da una parte i monti della Laga, dall’altra il massiccio del Gran Sasso. In mezzo: Isola del Gran Sasso.

Isola del Gran Sasso: San Francesco d’Assisi è stato qui

L’abitato di Isola è sistemato sulle pendici di un colle che fa da contrafforte al grande monte. A 415 metri sul livello del mare. Appare come un’isola di colore in mezzo ad un mare di verde e pietra. E mai toponimo è più azzeccato perché il comune è stato un tempo circondato da due fiumi: Mavone e Ruzzo. Infatti l’unica via di accesso al paese poteva essere le porte del castello: Porta del Torrione e della Cannavina. Escluse le tracce di abitazioni risalenti al periodo neolitico le prime notizie certe risalgono al XII secolo. Quando il vescovo di Teramo concede il feudo del castello di Isola al conte Atteone. In seguito passa a San Berardo dei Conti di Pagliara i quali possedevano pure un castello sopra Isola. Tradizione vuole che San Francesco è ad Isola nel 1215 e fonda un convento per i suoi frati. L’attuale Santuario di San Gabriele.

Un dominio feudale sotto il Regno di Sicilia

I Pagliara governano Isola fino alla metà del XIV secolo. Successivamente il dominio passa agli Orsini che conservano il feudo fino al 1404. Negli anni successivi la città subisce diversi passaggi. È infeudatata alla famiglia Riccardi di Ortona e dopo ad Antonello Petrucci. Con la congiura dei Baroni, movimento nato per contrastare gli aragonesi insediati sul trono del Regno di Napoli, ritornano gli Orsini. Successivamente gli Orsini affidano i loro possedimenti a Re Carlo V che assegna Isola al Conte D. Ferrante Alarçon y Mendoza. Nell’anno 1559 Fernando de Alarçon istituisce in Isola un Ufficiale con competenze giurisdizionali. Per assicurare l’ordine pubblico.
I Mendoza dominarono il territorio Isolano fino a quando Re Giuseppe Bonaparte abolisce il sistema feudale con la legge del 2 agosto 1806. E con esso il vecchio ordinamento delle Università istituito nel 1419. Sorse allora il moderno comune.

Una passeggiata per il centro storico

Isola del Gran Sasso
Scorci del centro storico

Si accede da Porta Canapina su via Duca degli Abruzzi, lungo il perimetro orientale. Qui si scopre la Borgata San Leonardo. Il nucleo medievale del centro storico. Raggruppato in case mura in forma ellittica. In via Roma è la porta del Torrione. Infatti la torre dell’orologio è l’unica testimonianza dell’antico castello di Isola del XIII secolo. Lungo le mura vi è inglobata la chiesa parrocchiale di San Massimo con un bellissimo portale opera Matteo da Napoli. Al suo interno si può ammirare una Madonna del grande ceramista di Castelli Andrea Pompei. Alla Cona di San Sebastiano troviamo affreschi di Andrea de Litio. Successivamente ammiriamo le chiese di San Giovanni e infine Santa Lucia fuori le mura. Ma Girando e leggendo si scopre il paese e la sua gente. L’animo dell’antico abitante è scolpito negli stipiti delle case, sui muri e le finestre.

Isola la città dei motti

Semplice espressione della cultura locale sono proprio i motti. Che si trovano per esempio sulla meridiana posta in Largo Corte che recita: “Le ore passano e sono contate”! Riferimento alle ore che passano inesorabili.

Isola del Gran Sasso

Non può infine mancare una visita all’abbazia di San Giovanni ad Insulam. Isolata sopra un piccolo poggio che fiancheggia il fiume Mavone. La chiesa si eleva costruita sopra la cripta e l’intera struttura è eretta in tempi diversi tra l’XI e il XIII secolo. Con la sua facciata in stile romanico a terminazione piana. Tutto questo può bastare ad essere un invito a visitare questo grazioso centro, non solo invernale. Che vanta notevoli e vive testimonianze di un illustre passato.

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Autore dell'articolo: Mirko Di Leonardo