“Ditelo alle stelle”, domenica 12 agosto il teatro della memoria a Palazzo Tilli

CASOLI – La tragedia dell’Arandora Star, l’imbarcazione britannica affondata il 2 luglio del 1940 con a bordo 1500 internati, sarà rappresentata domenica 12 agosto, alle ore 21, nell’ambito del cartellone di “Sere d’estate a Palazzo Tilli”, la rassegna di eventi culturali, musicali, cinematografici e teatrali organizzati nell’edificio settecentesco di Casoli di proprietà dell’imprenditrice pescarese Antonella Allegrino.

Lo spettacolo, dal titolo “Ditelo alle stelle”, è una produzione del Florian Metateatro e verrà portato in scena dagli attori Davide Clivio, Daniele Di Masci, Pierluigi Lorusso e Lorenzo Valori. Il testo e la regia sono di Federica Vicino, le musiche originali di Angelo Valori.

“L’affondamento dell’Arandora Star, una vicenda dolorosa ma poco nota, costò la vita a centinaia di persone, destinate ai campi di prigionia in Canada perché sospettate di spionaggio dopo l’entrata in guerra dell’Italia – spiega Antonella Allegrino – Tra le vittime della strage, ci furono 446 italiani, quasi tutti emigrati che si stavano costruendo una vita lontano dal proprio Paese e che vennero strappati improvvisamente alle famiglie, alle case, alle attività portate avanti con fatica. Alcune delle loro storie saranno il filo conduttore della rappresentazione teatrale di domenica, uno spettacolo intenso e toccante che sarà messo in scena in un luogo della memoria, Palazzo Tilli, che fu sede di due campi di internamento dal 1940 al 1944”.

Lo spettacolo “Ditelo alle Stelle” è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, nel periodo in cui entrambi gli schieramenti applicarono l’internamento dei cittadini originari dei Paesi nemici per timore dello spionaggio. L’Arandora Star, imbarcazione britannica che era stata una nave da crociera, fu riconvertita dal governo inglese in nave cargo e adibita al trasporto degli internati dell’Asse in campi di prigionia in Canada.

Il 1° luglio del 1940, a Liverpool, furono imbarcate 1500 persone: erano cittadini italiani, tedeschi e austriaci di sesso maschile, molti dei quali immigrati nelle isole britanniche da tempo. Fatta esclusione per gli 86 prigionieri di guerra, gli altri uomini erano civili, tra i 16 e i 75 anni. A costoro vennero negati i diritti civili e politici, compresi quelli riconosciuti dalla Convenzione di Ginevra. A molti vennero confiscate le proprietà. Ai familiari non fu detto che i parenti arrestati sarebbero stati deportati. La nave fu sovraccaricata e i prigionieri vennero ammassati nelle cabine, trasformate in celle.

Inoltre, senza una ragione plausibile, lo scafo fu ridipinto di un anonimo grigio e l’imbarcazione non esponeva alcun segnale convenzionale che potesse far identificare la sua reale funzione (come il simbolo della Croce Rossa). Il 2 luglio, al largo della costa nord-ovest dell’Irlanda, fu colpita da un siluro lanciato dall’U-Boot U-47 e affondata.

L’equipaggio dell’U-Boot dichiarò, in seguito, di essere stato tratto in inganno dalla livrea grigia che faceva sembrare la nave un mercantile provvisto di armi in dotazione alla marina britannica. L’Arandora Star, senza più potenza motrice, affondò in 35 minuti. Persero la vita più di 800 persone, tra cui 446 italiani.

“La tragedia dei deportati dell’Arandora Star riassume in sé tutti gli elementi tipici che potrebbero contribuire a scrivere una delle tante pagine di ‘storia sociale’ del nostro Paese, alle quali ancora mai nessuno ha messo mano – afferma Federica Vicino – E’ una vicenda che parla di emigrazione, di uomini che fuggono dalla miseria in cerca di un futuro migliore, di emarginazione, di diffidenza, di razzismo, di guerra, di folli ideologie e di altrettanto folle sete di potere. Nella storia dell’Arandora Star e dei suoi deportati c’è davvero tutto. Manca una sola cosa: la memoria”.

Dopo lo spettacolo teatrale di domenica, il cartellone di “Sere d’estate a Palazzo Tilli” proseguirà il 17, 18 e 19 agosto con i tre appuntamenti di “Un set di nome Abruzzo”, la rassegna cinematografica dedicata ai film girati in terra abruzzese.

Per info e prenotazioni (anche di visite guidate): https://www.facebook.com/palazzotilli/ o chiamare il numero 342.5501354.

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Autore dell'articolo: Rocco Bigazzi